JUST DO IT

Per una subacquea per tutti

Le attività subacquee per persone con disabilità fisiche compiono i primi passi in Italia verso la fine degli anni Settanta. Si tratta inizialmente di esperienze individuali, isolate, caratterizzate da metodi tecnici e didattici personali. Sono iniziative create ad hoc, per esigenze specifiche, non coordinate tra loro, e spesso le motivazioni sono legate all’affetto per un amico o per un parente. Inutile dire che chi si cimentava in questo percorso, pur essendo già un esperto istruttore, trovava davanti a sé parecchi ostacoli: le attrezzature spesso inadeguate, la difficoltà nel reperire idoneità mediche, gli aspetti logistici, ma soprattutto la forte componente di scetticismo tra la gente in genere e anche tra la popolazione dei subacquei. Molti consideravano questo sport eccessivamente rischioso e avevano ben presente l’immagine del subacqueo superuomo, legata a tutta una serie di valori e riferimenti con i propri riti e abitudini. Alcune organizzazioni subacquee italiane, inoltre, nel modo in cui erano impostate dal punto di vista didattico e organizzativo, alimentavano queste modalità di approccio all’attività ed esprimevano una cultura dell’accesso molto selettiva che escludeva le persone con disabilità fisiche e sensoriali. 

Inoltre mandavano continuamente segnali di chiusura nonostante i tentativi di coinvolgimento e di confronto. Queste impostazioni, continuate per anni, hanno creato molte resistenze, contrapposizioni e ostacoli nel far comprendere a tutti che una persona con disabilità fisiche anche rilevanti, come un tetraplegico o un non vedente, poteva immergersi in sicurezza. Le prime iniziative, tra tanti ostacoli, sono quindi affidate a dei veri e propri pionieri e ottengono un grande e importante risultato: dimostrano che l’impresa è fattibile e che nonostante le difficoltà incontrate, la subacquea sia un obiettivo raggiungibile e concreto per le persone con disabilità fisiche (nella maggior parte con lesioni midollari, amputati, poliomielitici) e persone con disabilità sensoriali. All’estero, qualcosa “bolle in pentola” già da un po’ di tempo. In California per merito di HSA Handicapped Scuba Association si riscontrano le prime e più significative esperienze nella subacquea adattata. Come cittadini del mondo, queste esperienze vengono recepite attraverso un intenso interscambio di proficua collaborazione da alcuni gruppi italiani sparsi sul territorio che, come accennato, operavano già in questo settore dell’attività subacquea. Il gruppo di Milano, già con alcuni anni di esperienze nel nuoto e acquaticità per le persone disabili, capisce che è necessario dare a questo libero movimento forza, consistenza, credibilità e sicurezza: si delineano così anche in Italia verso la fine degli anni Ottanta le condizioni per la nascita della prima organizzazione per la diffusione della subacquea per disabili con il nome di Associazione Nazionale Attività Subacquee e Natatorie per Disabili. 

Un organizzazione che i fondatori hanno voluto funzionale, diretta, snella e non appesantita da sovrastrutture burocratiche. Un organizzazione che permettesse sempre di mettere al centro dell’azione l’individuo con la sua personalità, creando e promuovendo le condizioni per accogliere il desiderio di partecipazione, non frenando gli entusiasmi e la gioia nel fare, ma operare per la loro crescita e realizzazione in un contesto sicuro. L’associazione accoglie al suo interno la nascita e lo sviluppo della agenzia italiana di HSA (Handicapped Scuba Association International ) diffusasi negli USA e in oltre 45 paesi del mondo. Nasce così una struttura, un organizzazione specifica, dedicata con una didattica e una serie di standard che permettono anche di codificare le prestazioni fisiche degli allievi partecipanti ai corsi sub e di sviluppare una certificazione multi-livello in grado di coprire uno spettro molto ampio di disabilità fisiche. I corsi sono fortemente personalizzati e consentono, con particolari tecniche di insegnamento e l’applicazione di standard mirati, di brevettare subacquei con vari tipi e diversi livelli di disabilità. Il Club Sub Amici del Mare ha sposato pienamente questa nobile causa già dal 2000 formando tramite HSA Italia alcuni istruttori e brevettando qualche allievo che ancora oggi fa parte del nostro gruppo. La filosofia del Club è sempre la medesima: far conoscere a quante più persone possibili questo meraviglioso mondo.

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