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CAMERA IPERBARICA

E’ un struttura a forma generalmente cilindrica, chiusa da portelli ermetici e collegata a bombole di aria compressa respirabile e ossigeno, che viene immesso per generare una pressione differente da quella atmosferica e per permettere la respirazione all’interno.

I modelli utilizzati presso i centri iperbarici, sono in grado di ospitare numerose persone che abbiano la necessità di essere sottoposte a un trattamento iperbarico di decompressione per la cura di diverse patologie.

Esistono anche modelli portatili monoposto o a due posti che si possono trovare a bordo di imbarcazioni, elicotteri e aerei.

Per quanto riguarda i subacquei, sportivi o professionisti, la camera iperbarica viene utilizzata per eseguire terapie iperbariche nel caso si siano verificati sintomi di malattia da decompressione (MDD) o siano stati colpiti da embolia gassosa arteriosa (EGA) e/o traumatica (sovradistensione polmonare ed enfisema polmonare).



Caramella

Appellativo di uso comune nella subacquea per indicare l’adattatore per la rubinetteria delle bombole, grazie al quale, è possibile trasformare un attacco INT in DIN e viceversa, avvitandolo o svitandolo con una chiave a brugola.


CENTRO DIVING

Chiamato comunemente “diving center” o semplicemente “diving”, è una struttura che fornisce supporto logistico per tutte le attività connesse alla subacquea, in particolare servizi di accompagnamento e assistenza per le immersioni guidate (con guide addestrate ed esperte che sono a conoscenza dei punti di immersione più importanti ed interessanti), di trasporto con imbarcazioni o gommoni, specificamente strutturate o adattate per lo svolgimento delle immersioni.

A questo si affiancano la ricarica delle bombole, il noleggio, la manutenzione e la riparazione delle attrezzature subacquee e in certi casi, se si dispone di licenza commerciale, anche un negozio per la vendita.

Non manca la possibilità di svolgere corsi, con rilascio di brevetto per la pratica delle immersioni subacquee.

Spesso i diving sono la soluzione migliore per immergersi in luoghi non conosciuti o in parchi marini protetti per cui è necessaria un’autorizzazione e una guida.


CHECK-DIVE

Si può definire come un’immersione di ambientamento, nella quale la guida subacquea valuta le capacità dei singoli subacquei.

Viene utilizzata da molti diving center per creare gruppi di immersione più omogenei possibili, così da soddisfare le diverse esigenze dei subacquei.

Le modalità di svolgimento possono variare: alcuni diving fanno svolgere a bassa profondità (5 mt circa) gli esercizi base per poi continuare l’immersione a profondità modesta, controllando il comportamento in acqua dei subacquei, altri fanno semplicemente svolgere un’immersione “tranquilla” controllando e valutando il comportamento dei singoli.


CHECK-LIST

E’ una lista di controllo per la verifica delle attrezzature subacquee, da spuntare durante la fase di pianificazione dell’immersione, al fine di non avere spiacevoli dimenticanze che potrebbero non permettere di effettuare l’immersione.


COLPO D'ARIETE

E’ un barotrauma, cioè un trauma fisico dovuto alla pressione; si verifica quando, nella discesa verso il fondo, l’aumento di pressione non viene adeguatamente compensato dalle manovre di compensazione.

La causa è la presenza di una bolla d'aria nel condotto uditivo (orecchio esterno) che, liberandosi improvvisamente per un movimento della testa, provoca l'ingresso violento di acqua che battendo sul timpano lo può sfondare per il cosiddetto "colpo d'ariete".

La bolla d’aria si può formare per motivi diversi :

- presenza di un tappo di cerume

- presenza del cappuccio della muta

- restringimento del canale uditivo esterno (esostosi)


La rottura del timpano, oltre al dolore, provoca l'ingresso di acqua nell'orecchio medio, con possibili danni alla catena degli ossicini ed effetti destabilizzanti sull'orientamento e l'equilibrio, con vertigini anche violente.

In questi casi, oltre all'intervento del compagno di immersione  è utile mantenere il controllo e sganciare la cintura di zavorra per riacquistare una spinta di galleggiamento che ci riporti in superficie.

Normalmente il timpano si cicatrizza da solo e se non ci sono altri danni l'udito non dovrebbe subire menomazioni rilevanti, salvo una possibile riduzione a causa di rotture (e cicatrizzazioni) ripetute che potrebbero irrigidire la membrana.


Per evitare il problema è necessario, immediatamente dopo l’entrata in acqua, spostare la testa prima su un lato e poi sull’altro, allargando il cappuccio, facendo in modo che l’acqua venga a contatto con le orecchie; si eviterà così il colpo d’ariete.


COLPO DI CALORE

E' dovuto ad un aumento della temperatura corporea a causa del clima caldo e saturo di umidità.

L'organismo assorbe più calore di quanto riesce a cederne all'esterno con la sudorazione e questo porta ad un innalzamento della temperatura interna, l’ipertermia.


Se non si interviene prontamente con l’assunzione di liquidi e il trasferimento in un ambiente fresco e ventilato, la situazione può evolvere in colpo di calore.


I sintomi sono:

- fame d’aria

- shock

- febbre

- nausea e vomito

- perdita di coscienza


Tra i possibili sintomi anche crampi, vertigini, sete intensa, perdita di lucidità e disorientamento.


Nella subacquea, il colpo di calore è un pericolo reale e si verifica quando il subacqueo rimane per lungo tempo, con una muta calzata, sotto il sole in giornate torride o in un ambiente caldo.


Il trattamento  del colpo di calore prevede di:

- rimuovere indumenti attillati

- trasferire la vittima in un ambiente fresco e ventilato

- somministrare acqua a temperatura ambiente

- raffreddare il corpo tamponando con teli umidi i polsi, i lati del collo, l’inguine, le ascelle e le tempie

- se la persona è svenuta, è bene farla sdraiare con le gambe leggermente sollevate (posizione anti-shock)


Se dopo 15-20 minuti il soggetto sta ancora male, è il caso di chiamare un medico o rivolgersi al pronto soccorso.


COLPO DI VENTOSA

Inconveniente che si verifica quando non viene effettuata la compensazione della maschera durante la discesa in immersione.

Questo si verifica perché l’aria contenuta nella maschera subisce l’effetto della pressione e si riduce di volume all’aumentare della profondità; questa depressione schiaccia la maschera sul viso e se non viene riportata alla giusta condizione di pressione, può portare alla rottura dei capillari all’interno dell’occhio, con conseguente travaso e piccola emorragia.


Per fare ciò e prevenire questo inconveniente, basta soffiare aria nella maschera dal naso (compensazione della maschera).





COMPUTER SUBACQUEO


E’ uno strumento alimentato a batteria racchiuso in un guscio stagno, in grado di misurare vari parametri durante un’immersione subacquea, in particolare la durata e la profondità, in modo da poter calcolare i tempi per una risalita sicura evitando la malattia da decompressione (MDD).


I computer subacquei si concentrano sullo stesso problema affrontato dalle tabelle di decompressione, ma sono in grado di calcolare continuamente la pressione parziale dei gas inerti nel corpo basandosi sulla profondità e sul profilo di immersione del subacqueo.


In pratica monitorizzano continuamente il profilo d'immersione, tenendo da conto il tempo trascorso in immersione e misurando la pressione circostante per calcolare la pressione parziale dei gas all'interno dei tessuti umani.

Utilizzano poi il profilo e un algoritmo di decompressione per stimare la pressione parziale dei gas inerti che devono essere espulsi dai tessuti. Basandosi su questi calcoli, il computer stima l'eventualità di una risalita diretta o, piuttosto, di una salita con una o più tappe di decompressione.

La maggior parte dei computer è in grado di prevedere una decompressione sicura anche in caso di immersioni in altitudine, che necessitano di una risalita più lenta che a livello del mare, dato che viene misurata la pressione atmosferica prima dell'immersione. Inoltre, nel caso che il subacqueo debba viaggiare prima o dopo un'immersione, e in particolare nel caso di un viaggio aereo, questo dovrebbe portare con sé il computer, in modo che questo possa continuare a monitorare il profilo di pressione del corpo.

Differenti marche e modelli usano algoritmi di decompressione e parametri di sicurezza differenti. Alcuni usano modelli di decompressione più conservativi, altri meno. Il problema principale nel realizzare algoritmi per questi computer è che l'assorbimento e il rilascio dei gas sotto pressione nel corpo umano non è tuttora ben chiaro. Inoltre, il rischio dipende anche da fattori fisiologici, dall'allenamento e dalla salute del singolo subacqueo.

I computer subacquei moderni possono fornire svariate informazioni attraverso un display LCD:

- profondità istantanea

- profondità massima raggiunta

- tempo rimanente alla profondità corrente per un’immersione senza tappe di decompressione

- durata dell'immersione.


Altri modelli dispongono inoltre di altre informazioni:

- tempo richiesto per le tappe di decompressione

- temperatura dell'acqua

- velocità di risalita

- calcolo di immersioni consecutive

- pressione del gas all'interno della bombola

- gestione di miscele con aumentato quantitativo di ossigeno


Molti modelli sono dotati di segnali acustici e visivi per avvisare il sub nel caso di:

- velocità di risalita eccessiva

- tappe di decompressione mancate

- superamento della profondità massima

- superamento della soglia di tossicità dell’ossigeno


CURVA DI SICUREZZA

E’ una curva immaginaria che si ottiene unendo tra loro i limiti di non-decompressione alle varie profondità, espressi nelle tabelle di immersione.

Una immersione in curva di sicurezza permette, quindi, la risalita diretta in superficie senza tappe di decompressione, sempre nel rispetto della velocità di risalita ed effettuando una sosta di sicurezza a 5 metri per 3 minuti.

Una immersione fuori curva di sicurezza obbliga il subacqueo ad effettuare soste di decompressione aggiuntive, a profondità variabili in relazione al tempo e alla profondità dell’immersione, per permettere all’ azoto assorbito dai tessuti di tornare nel circolo sanguigno gradualmente, senza formare bolle di numero e dimensioni tali da provocare patologie da decompressione.

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