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G.A.V.

Acronimo di Giubbotto ad Assetto Variabile, è una componente dell’attrezzatura che permette di controllare l’assetto in immersione e galleggiare in superficie, quando viene gonfiato completamente.

E’ costituito da un sacco gonfiabile che comprende un’imbracatura necessaria per indossarlo ed è caratterizzato da un sistema di cinghiaggio con schienalino per fissare la bombola, permettendo di portarla comodamente sulla schiena in immersione.


Il GAV è dotato di un gruppo comandi, solitamente posizionato al termine di un tubo corrugato, posto sul lato sinistro, che consente di introdurre o scaricare aria all’interno del sacco gonfiabile, tramite l’utilizzo di due pulsanti.



Esistono anche modelli senza corrugato, con il gruppo

comandi fisso, posizionato direttamente sul sacco.


L’aria viene prelevata dalla bombola, tramite una frusta che è collegata da una parte al primo stadio dell’erogatore (uscita a bassa pressione) e dall’altra al gruppo comandi del gav, tramite un aggancio ad innesto rapido.


Sul sacco sono presenti anche una o più valvole di scarico rapido che possono essere azionate manualmente; queste fungono anche da valvole di sovrapressione che si aprono automaticamente per evitare di danneggiarlo, nel caso la pressione del sacco diventi troppo elevata.


In commercio, si trovano principalmente due tipologie di

GAV:

- con il sacco a forma di giacca, che avvolge tutto il corpo, detto “Jacket”, sono maggiormente utilizzati nella subacquea ricreativa per la loro semplicità d’uso e consentono di rimanere in assetto neutro in ogni posizione

(vedi foto sopra).

- con il sacco posizionato tutto nella parte posteriore, hanno una maggior spinta al galleggiamento, favoriscono la posizione orizzontale e anche se gonfiati al massimo, non stringono il corpo.


Alcuni modelli, oltre alle tasche per gli oggetti, hanno delle specifiche tasche a sgancio rapido per inserire la zavorra

(foto sotto).



GAY-LUSSAC, LEGGE DI

“A volume costante, la pressione di una data quantità di gas è proporzionale alla sua temperatura”

P / T = costante


Per spiegare questo concetto, pensiamo ad un certo numero di api chiuse in un contenitore.

I continui urti delle api contro le pareti generano quella che definiamo pressione.

Se scaldiamo il contenitore, le api disturbate aumentano la velocità del volo, aumentano gli urti e quindi aumenta la pressione generata sulle superfici interne del contenitore.


In subacquea, la legge di Gay-Lussac si riflette sulla pressione dell’aria nelle bombole.

Lasciando una bombola carica a 200 bar al sole, lentamente l’aumento di temperatura provocherà un aumento di pressione, raggiungendo magari i 210 bar dando un’errata convinzione di bombola ben carica.

Non appena immersi, l’acqua fredda abbasserà drasticamente la temperatura della bombola (e dell’aria contenuta) fino a ridurre la pressione a 190 bar praticamente senza aver ancora consumato aria!


Un altro effetto pratico della legge di Gay-Lussac nella vita del subacqueo è la necessità di lasciare la bombola immersa in acqua fredda durante la ricarica: l’intenso riscaldamento dell’aria a causa della compressione farebbe interrompere la ricarica al raggiungimento dei 200 bar senza aver pompato nella bombola abbastanza aria: una volta fredda, la bombola mostrerebbe una pressione di soli 175 bar!

Una precisazione… nei calcoli si considera la temperatura assoluta.





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